La felicità sul luogo di lavoro? No, grazie.

Avatar Lorenzo Limonta | 9 Aprile 2019 50 Views 0 Likes

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Torno su un argomento molto in voga in questo periodo: la felicità sul luogo di lavoro.

L’ambiente di lavoro, come già affrontato in un post precedente, è l’ambiente in cui solitamente si passa più tempo all’interno della propria giornata. E’ sempre più impellente, quindi, il desiderio che questo spazio sia un luogo “amico”.

Ma è davvero possibile definire un ambiente lavorativo un luogo felice?

Generalmente, in un posto di lavoro sono presenti diverse persone di diversa estrazione sociale, diversa razza, diverso sesso. Gli ambienti di lavoro, spesso, sono diversi anche all’interno di una stessa azienda.

Se pensiamo ad esempio ad una società di trasporti, la sede di lavoro può variare dall’ufficio, al camion al magazzino, ambienti tra loro radicalmente differenti. E di esempi potremmo farne a decine, centinaia.

Le persone sono diverse e varia, quindi, l’approccio con cui affrontano la giornata, con cui guardano il lavoro e, non dimentichiamolo, la vita stessa. Nello stesso luogo di lavoro i colleghi sono “costretti” a condividere obiettivi, valori e strategie professionali nonostante ognuno di essi abbia esigenze, problemi e contraddizioni personali uniche e, talvolta, obbligate da fattori esterni.

Mi viene in mente, nella vita di tutti i giorni, chi vive drammi familiari, situazioni di fatica interiore o problematiche extralavorative che inevitabilmente si è costretti a “portare” con sè sul luogo di lavoro.

Con che pretesa chiediamo a queste persone di essere dei dipendenti “felici”? Purtroppo la felicità non si compra nè la si crea con una strategia aziendale.

Si possono creare, invece, situazioni lavorative composte da ambienti accoglienti, sani, stimolanti, che permettano di lasciare da parte (per qualche ora) i propri problemi personali. Che permettano di essere più concentrati sul lavoro nelle ore lavorative e al tempo stesso più concentrati sulle questioni personali fuori dal luogo di lavoro.

Ho creato Lighthouse senza la pretesa di “donare” la felicità in luogo di lavoro. Desidero, al contrario, lavorare accanto ai datori di lavoro al fine di  plasmare spazi in cui i collaboratori possano essere valorizzati e apprezzati per quello che possono offrire ma soprattutto per quello che sono.

#seguiilfaro #lighthouseemployerbranding


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Written by Lorenzo Limonta


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