Me la lasci una recensione su Glassdoor?

Avatar Lorenzo Limonta | 23 Gennaio 2020 59 Views 0 Likes

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C’è sempre un grande timore da parte delle aziende quando si nomina la più famosa piattaforma di recensioni di posti di lavoro al mondo.

Fondata tra il 2007 e il 2008 dalle tre menti geniali di Robert Hohman, Tim Besse e Richard Barton (gli stessi che contribuirono a ideare, costruire e lanciare Expedia pochi anni prima) è considerata a tutti gli effetti la Tripadvisor del mondo del lavoro, la cui missione è quella di essere trasparente, come una porta di vetro appunto, e il cui obiettivo primario è quello di poter fornire informazioni sui datori di lavoro difficilmente accessibili in altro modo per chi si propone come potenziale candidato.

Nata negli Stati Uniti, viene ceduta nel 2018 a Recruit Holding (già proprietaria di Indeed), uno dei più importanti gruppi al mondo operante nel settore della selezione del personale con fatturato annuo di oltre 21 miliardi di dollari.

Glassdoor spaventa le aziende. La verità è che, in seguito all’utilizzo di questa piattaforma, si è scoperto che il mondo del web sa essere impietoso nei confronti di un datore di lavoro che non presta attenzione ai valori e alla cultura aziendale, al rapporto vita personale/vita professionale, al dotarsi di manager capaci, all’offrire stipendi e ai bonus soddisfacenti e alle opportunità di crescita. Questi, appunto, i criteri che sono alla base di una valutazione che un dipendente o un candidato si trovano ad esprimere sulla piattaforma.

Ora, possiamo vedere questo strumento come una spina nel fianco, qualcosa che costringe i datori di lavoro a dotarsi delle più complete policy (anti)social impendendone l’utilizzo e la libertà di espressione.

Tuttavia il mio suggerimento è quello di prendere la palla al balzo. Su Glassdoor, come su altre piattaforme di recensioni o social, bisogna cambiare mentalità e trasformare un potenziale focolaio di problemi in uno strumento di Employer Branding. E’ necessario attrezzarsi per arrivare a poter chiedere ai propri dipendenti: me la lasci una recensione su Glassdoor?

Così come molti hotel e ristoranti nel corso degli anni (e non senza difficoltà) hanno dovuto migliorare il proprio servizio dopo aver conosciuto il potere delle recensioni sul web (vi sarà capitato che un ristoratore vi abbia chiesto “Me la lascia una bella recensione?”), anche i datori di lavoro hanno la necessità di lavorare sugli aspetti che gli permettono di essere apprezzato dai propri dipenenti e di rafforzare ogni giorno il proprio Employer Brand. E questo strumento diventa valido per migliorare il proprio “servizio” ogni giorno e per scovare, potenzialmente, problematiche che difficilmente non sarebbero emergerebbero.

Quindi il mio consiglio ai datori di lavoro è: usate Glassdoor (e i suoi fratelli)! Usatelo per analizzare a che punto siete e dove potete migliorare. Costruite un percorso che vi permetta di rafforzare l’Employer Brand, di trasformare critiche in opportunità di confronto con i dipendenti e con coloro che sono “passati”, anche per un solo giorno, per la vostra azienda. Così fino ad arrivare a chiedere ai propri collaboratori: “Me la lasci una recensione su Glassdoor?”

 


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Written by Lorenzo Limonta


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